Quando si sente parlare di Caravaggio quasi tutti pensano Roma, e soprattutto alla Chiesa di San Luigi dei Francesi, dove è conservato il celeberrimo ciclo di San Matteo; talvolta qualcuno si ricorda anche di Santa Maria del Popolo, dove sono esposte sia la Crocifissione di San Pietro che la Caduta da cavallo di San Paolo. Ci sarebbero in realtà anche Galleria Borghese, la Chiesa di Sant’Agostino, i Musei Vaticani, Galleria Doria Pamphilj e molti altri luoghi ancora, ma non è questa la sede dove elencare tutte le opere romane del Caravaggio.
A qualcuno, tra i più ferrati in geografia, viene in mente anche la Lombardia, ovviamente, dove il giovane Michelangelo Merisi (da Caravaggio) visse per più di vent’anni: figlio di Fermo Merisi e Lucia Aratori, coppia originaria del centro bergamasco che per ragioni di lavoro si trasferì a Milano, Caravaggio nacque nel capoluogo lombardo (e non nell’omonimo comune, come si pensava fino a pochi anni fa) nel 1571, e solo nel 1577 si trasferì dalla città meneghina a causa dell’epidemia di peste.
Pochi, magari soprattutto tra i freschi lettori/spettatori di Elena Ferrante, pensano anche a Napoli, dove Caravaggio trascorse ben due soggiorni, e ancora oggi sono conservate opere come la Flagellazione di Cristo (Museo di Capodimonte), il Martirio di Sant’Orsola (Palazzo Zevallos) e le Sette opere della Misericordia (Pio Monte della Misericordia).
Ancora meno persone, probabilmente, sapranno che Caravaggio è transitato anche per la Sicilia, lasciando nell’isola opere come l’Adorazione dei pastori e la Resurrezione di Lazzaro a Messina, oltre al Seppellimento di Santa Lucia a Siracusa.
Ma quasi nessuno, infine, sa che Caravaggio si è spinto addirittura al di là dei confini nazionali, approdando a Malta. Sì, a Malta, avete capito bene. Ma come ci è arrivato, un pittore del Seicento, in mezzo al Mediterraneo? E, soprattutto, per quale motivo?
La ragione è molto meno artistica e nobile di quanto si possa pensare: dopo aver già vissuto numerosi guai con la legge, infatti, nel 1606 Caravaggio fu condannato alla decapitazione, per aver ferito a morte Ranuccio Tommasoni in seguito a una discussione causata da un fallo nel gioco della pallacorda – ma sembra che fra i due, stando alle testimonianze, non scorresse buon sangue già da tempo.
Grazie all’aiuto del principe Filippo Colonna Caravaggio riuscì a fuggire da Roma, e attraversando il Lazio arrivò a Napoli a fine anno. Ma è a Malta che Caravaggio voleva in realtà recarsi, perché diventando Cavaliere avrebbe ottenuto l’immunità: soltanto con questo stratagemma, infatti, avrebbe potuto salvarsi di fronte alla condanna capitale.
Nonostante fosse stato appena nominato Cavaliere, proprio come avrebbe voluto, Caravaggio riuscì a cacciarsi nei guai anche a Malta, tant’è che finì poi per essere arrestato. Rinchiuso nel carcere di Sant’Angelo a La Valletta, riuscì però incredibilmente ad evadere e a rifugiarsi a Siracusa.
Per nostra fortuna, tuttavia, a Malta Caravaggio non finì soltanto nei casini, ma eseguì anche diverse opere ancora oggi fruibili. Nella Cattedrale di San Giovanni a La Valletta, infatti, si possono ammirare il San Girolamo scrivente, la Decapitazione di Giovanni Battista – l’opera più grande mai dipinta da Caravaggio per dimensioni.
Malta non è soltanto un’isola famosa per le sue spiagge o per le sue scuole d’inglese, dunque, ma è un’ottima meta anche per chi è alla ricerca di una città d’arte!
Il gran quadro della Decollazione del Battista […], gran pensiero di tragedia, più spietata che mai, proprio perché senza appoggio di luci contrastate, anzi pomeriggio chiaro e lento, colmo di disperazione “a vita” nel cortile del reclusorio, con gli ergastolani che spiano l’esecuzione dalla ferriata, presso l’androne dal quale si potrebbe tentare anche la fuga…; il San Gerolamo in funerea meditazione, la testa gremita di tocchi che sbavano come un bronzo in fusione […].
(Roberto Longhi, Caravaggio)
- Da citare a piè pagina












